Tristezza, solitudine e forse anche influenza.

Oggi non voglio parlare delle vicissitudini riguardanti l’organizzazione del matrimonio, né del motivo per cui non scrivo da più di un mese. Ho l’influenza da più di una settimana, sono sola in casa tutto il giorno e non ho fatto altro che aspettare una stupidissima mail per tutto il giorno. Ho avuto il cuore in gola fino alle 16.00 quando poi è subentrata la rassegnazione. No, quella stupida mail non sarebbe mai arrivata, almeno non oggi.

First date

La prima volta in cui ho conosciuto i miei suoceri è stato il Natale 2013. Sembrava che l’incontro fosse andato bene lì per lì, nonostante mi sentissi i loro occhi addosso. Nel corso delle settimane successive hanno sono emerse le prime critiche e i primi commenti con un pizzico di risentimento nei miei confronti. Ero carina ma non ero molto loquace e quindi non era riuscita ad inquadrarmi. Poco più di un mese dopo iniziano a nascere le prime incomprensioni con la sorella del mio fidanzato. Loro due vivevano insieme in un monolocale piccolo, angusto, disordinato e sporco. Quando ho iniziato a frequentare il mio fidanzato, lei aveva concluso una relazione aperta con un tizio che viveva a Londra e che le ha trasmesso la clamidia. Avendo saputo dal mio fidanzato che lei stava attraversando un brutto periodo ho cercato di aiutarla, invitandola ad uscire con le mie amiche e cercando di non lasciarla sola quando uscivo col mio fidanzato. Come ogni coppia però avevamo bisogno, di tanto in tanto, dei nostri spazi da tutto e da tutti, compresa lei. E’ qui che sono iniziati i problemi. Poiché la lista di fatti “strani” è lunga ne elencherò solo tre simbolici:

  1. E’ il 15 agosto 2013 io e il mio fidanzato decidiamo di trascorrere un pomeriggio romantico da soli. Quando lui torna a casa trova sua sorella imbronciata e offesa. Poco dopo gli telefona sua madre dicendo che sua sorella si è offesa perché ci siamo permessi di lasciarla sola a casa.
  2. Nell’autunno dello stesso anno, io e il mio fidanzato decidiamo di incontrarci in centro e a sorpresa si presenta anche lei. Fa freddo e minaccia di piovere perciò mi invitano a cena da loro. La serata sembra trascorrere serena fino a quando ingoio l’ultima forchettata di pasta. A quel punto lei esclama: “Quando te ne vai?” Io, che sono una signora, prendo la giacca e me ne vado all’istante senza dire niente.
  3. Siamo a inizi febbraio 2014 io e il mio fidanzato andiamo a trovare i miei al Sud e mio padre gli chiede se può spedire al suo indirizzo un pacco per me di scorte, che avremmo diviso. Lui chiede a sua sorella che acconsente. Quando però il pacco arriva lei si lamenta del fatto che fosse pesante e dice che non vuole che le arrivino più. All’interno del pacco, c’era roba da conservare in frigo e lei si rifiuta di farlo quindi di proposito manda a male il cibo. Scopro poi che lei il mio pacco lo ha aperto e ha mangiato ciò che c’era dentro. Questo evento è passato alla memoria come “Il pacco della discordia”.

Dopo “Il pacco della discordia” ho deciso di affrontare il mio fidanzato e di chiedergli di parlare con sua sorella. Lei ha negato qualsiasi tipo di rancore nei miei confronti e ha asserito che stava passando un brutto periodo e se era sgarbata con me era solo per quello. Io ho insistito con lui e siamo arrivati a litigare. Dopo una discussione molto accesa, sua sorella mi ha eliminato dalle amicizie di Facebook e ha smesso di rivolgermi la parola, mia suocera invece ha iniziato col dire che se lo sentiva che non ero una ragazza a posto. Ero polemica, gelosa, paranoica e sono una che crea problemi, per tutti questi motivi doveva lasciarmi. Questa filastrocca la ripeterà all’infinito, ancora oggi di tanto in tanto la ripete e ripesca la storia del “pacco della discordia”).

 

Dialogo tra futuri marito e moglie.

Siamo andati a compiere il nostro dovere di cittadini oggi, andando a votare, poi ci siamo fatti un giro in centro per comprare alcuni regali di Natale. Siamo ancora un po’ scombussolati dalla notizia di mia sorella che è incinta e che diventeremo zii. Abbiamo fantasticato su che tipo di zii saremmo e poi di punto in bianco il mio fidanzato mi fa una domanda:“Al mio posto cosa avresti fatto?”  C’è da fare una piccola premessa. Più di cinque anni fa sono andata via di casa per delle forti incomprensioni.Siamo stati adirati l’uno con l’altro ma poi pian piano ci siamo perdonati a vicenda. Il mio fidanzato e i suoi invece non riescono proprio a trovare un punto di incontro per avere un dialogo e ho l’impressione che lo stiano riccattando emotivamente, un po’ come se gli stessero dicendo che se fa quello che dicono loro, verranno al matrimonio. Che poi alla fine non ci verranno lo stesso. Comunque, molto istintivamente e valutando il mio caratterino, ho risposto:“Io avrei mandato tutti a fanculo!” “…” “Però non sono un modello da seguire” 

Le suocere al tempo di whatsapp

Qualche giorno fa ho scritto alla madre del mio fidanzato che, dopo essere tornato da una visita a loro era piuttosto giù di morale. Ecco lo scambio di messaggi.

Io: Buonasera! Ho sempre cercato di non intromettermi tra di voi ma da un po’ di tempo a questa parte vedo Jabez infelice perché vorrebbe trovare un equilibrio con tutti voi. Non sono sicuramente la persona giusta per dare consigli o intercedere ma vorrei solo dirvi che perdere momenti importanti nella di vostro figlio potrebbe essere un errore e non farà altro che allontanarlo da voi.

Suocera: Veramente  chi  lo ha allontanato  da noi sei stata tu con le tue paranoie noi continueremo a dargli consigli e non imposizioni

(Ero proprio io quella che spiava i suoi profili social e si è sentita tirata in causa per un’immagine. Come no. Un applauso a colei che ha detto in passato:”Se vai a vivere con lei sappi che non avrai alcun aiuto da noi”; “Se ti sposi con lei noi non ci veniamo”)

Io: Io ho sempre cercato di avvicinarlo a voi anche quando lui non voleva più avere a che fare con voi.Se avessi voluto allontanarlo da voi questa sera non vi avrei mai scritto.
Suocera: Io ho visto Jabez  cambiato deve decidere lui cosa fare non dipende da noi

(Ah beh perché tu volevi proprio dire di sì ma tuo figlio ti costringe a dire di no.)

Io: Io gli consiglierò sempre di avere un dialogo con tutti voi però quello che vorrei è che torniate tutti ad essere sereni. Sicuramente, auto-escludendovi dalla sua vita non fareste altro che allontanarvi.
Suocera: Non so che cosa ti ha detto ma abbiamo avuto un bel dialogo e non abbiamo assolutamente  parlato di un allontanamento.

(Quale bel dialogo? Hai detto a tuo figlio che non ci sarai al suo matrimonio! Che poi credi di non venirci e che tuo figlio ti perdoni!? Ahahah.)

Io: Ha detto che voi non ci sarete al nostro matrimonio non che avete litigato. Ho cercato di mettermi nei suoi panni e mi sono chiesta come l’avrei presa io se i miei genitori mi avessero detto che in uno dei momenti più importanti della mia vita non ci sarebbero stati. Ho pensato che ci sarei rimasta molto male. Per delle incomprensioni passate, ho perso anche io dei momenti speciali con la mia famiglia e ad oggi io me ne pento. Vorrei solo che voi non faceste lo stesso errore.

Suocera: Non ti preoccupare!

(Se non ti preoccupi tu!)

Io: Spero che ci pensiate bene perché per una questione di principio lascerete vostro figlio solo in un momento importante della sua vita. Sarebbe un buon modo per ricominciare ad avere un rapporto sereno con lui.Il giorno dopo ha telefonato al mio fidanzato per lamentarsi dei miei sms saccenti, arroganti e aggressivi. 

Matrimonio e altri drammi

L’idea di questo blog nasce una mattina di fine novembre quasi per gioco. Tutto parte da un messaggio della zia (ancora poco esperta di social network) del mio fidanzato che ha postato pubblicamente sulla bacheca Facebook di lui. “Ti devo parlare” recita il testo del messaggio. Si tratta di quelle tre paroline così semplici ma così temibili che preannunciano solitamente qualche guaio. Ho cercato di essere lucida e ragionevole e ho ipotizzato i vari motivi per cui la zia potrebbe bisogno di scrivere a suo nipote: ha problemi con l’ADSL (cosa che capita spesso), ha bisogno di mettersi in contatto con un suo amico che vive in Svizzera (non chiedevi perché debba essere il mio fidanzato a scrivergli perché non l’ho capito mai nemmeno io), non si sentono da un po’ di tempo e vuole sapere come sta oppure ha bisogno di aiuto col pc. Ho vagliato le varie ipotesi una per una ma ogni volta la mia mente da terrona, abituata alle tragedie famigliari, è inciampata sull’unico e vero pensiero plausibile: “Lo sa”. Ho atteso con ansia le 15.30 del pomeriggio di questo triste e uggioso giorno di novembre, consultandomi con parenti e amici (“Un giorno scriverò un libro su questa storia e i soldi dell’incasso mi serviranno per pagare la psicoterapia” “Forse dovresti aprire un blog” E quindi eccomi qua. ). Quando finalmente il mio fidanzato mi ha dato notizie ho avuto la conferma: “Lo sa davvero“. A questo punto mi sembra logico dover cominciare a dare delle spiegazioni. A luglio di quest’anno abbiamo deciso di sposarci. Viviamo insieme da un anno e siamo insieme da quasi quattro. La nostra relazione, tra alti e bassi, prosegue bene. Il dramma si è verificato quando la notizia è stata comunicata a sua madre. Urla, pianti, drammi, minacce telefoniche. Lui è cambiato per causa mia, io l’ho allontanato dalla famiglia, ho un brutto carattere, sono paranoica, arrogante, saccente, aggressiva. Tutto questo l’ha capito vedendomi 2 volte in vita sua (in cui sono stata quasi sempre zitta) e parlando al telefono 1 sola volta. E’ partito quindi il piano di boicottaggio da parte sua di questo matrimonio. Il mio fidanzato, stanco di sentire ogni giorno la solita filastrocca (“Cosa ti sposi a fare? Aspettate un altro anno che magari vi lasciate! Lei non è quella giusta! Lei è prepotente, arrogante, saccente, paranoica! Da quando stai con lei non pensi più alla famiglia! Lei ti ha cambiato! Da quando stai con lei sei dimagrito! Ma cucinaP”) ha smesso di sentirla. Grazie al cielo ci separano più di 200 km di distanza. A lei, si è aggiunto di recente suo marito, il padre del mio fidanzato, che piuttosto che fare il padre ha sempre preferito scappare appena poteva dal suo fratellastro dall’altra parte del mondo. Lui si è sentito offeso perché un giorno di metà agosto è stato male a causa della febbre alta e noi non siamo partiti di corsa per andare a soccorrerlo. Hanno quindi deciso che per punire il loro figlio non verranno al matrimonio. Per.punire.il.figlio.non.verranno.al.matrimonio. Non stiamo parlando di una festa di compleanno di un bambino di 8 anni ma del matrimonio di un uomo che quel giorno ne avrà 34. Ho rotto 3 anni di silenzio scrivendo un messaggio ad entrambi dicendo che forse stavano sbagliando approccio col loro figlio e che potevano avercela con lui ma che un genitore che manca al matrimonio del figlio è qualcosa di grave (avrei voluto scrivere “Sietedellegrandissimemerde!” ma non mi è sembrato un buon approccio) e che magari, partecipare potrebbe essere un modo per ricominciare ad avere un buon rapporto col proprio figlio. Le reazioni sono state meravigliose: suo padre non mi ha nemmeno risposto; sua madre ha detto che è colpa mia e delle mie paranoie, che non è lei che decide ma suo figlio. Dopo questa breve discussione telefonica a quanto pare la conversazione ha fatto il giro dell’Italia, finendo in un’altra città, dove vive la zia del mio fidanzato, da qui il messaggio su facebook. Lei sarebbe disponibile ad ascoltarci e ad aiutarci a risolvere la situazione, così dice.